L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro: il lavoro democratico

Se la Repubblica è fondata sul lavoro, con evidenza, chi ci ha pensato non lo intendeva solo come il fondamentale strumento che permette ad ogni cittadino e cittadina di emanciparsi dalla propria condizione di origine e/o mezzo di affermazione. Crediamo avesse in testa anche il luogo in cui fosse possibile l’esercizio quotidiano della democrazia.

Abituati ad una percezione luogo di lavoro come uno spazio di accettazione, di subordinazione verticale ed obbedienza, dovremmo ricordare che il concetto di democrazia si basa sulla cooperazione fra individui reciprocamente responsabili delle sorti comuni e capaci di autodeterminarsi.  Dunque, considerando che la maggior parte del nostro tempo quotidiano è dedicata al lavoro, l’ambiente nel quale ci adoperiamo non può non essere concepito e costruito come un esercizio di democrazia. A patto di voler costituire una società democratica.

Quali caratteristiche dovrebbe quindi avere il lavoro democratico?
Iniziamo dal reclutamento. L’incrocio individuale della domanda e dell’offerta ha dei difetti enormi in termini di pari opportunità e trasparenza delle condizion di ingaggio: si entra in un luogo di lavoro per conoscenza personale del datore, si evita di chiedere quali saranno le esatte condizioni al fine di imbonire, si accettano le intemperanze o peggio di chi siede su un gradino più alto nella scala gerarchica. Perfino la scuola pubblica in Italia, con riforme sostenute dal vento dell’autonomia, assunto queste caratteristiche,

Lo svolgimento. Quante persone conoscete, fra i vostri amici e parenti, che esercitano il proprio lavoro senza una ripetizione delle stesse procedure o movimenti, il cui spirito critico viene apprezzato, la cui propensione personale valorizzata? Chi può gestire in maniera sufficientemente indipendente il proprio carico di lavoro? In relazione al tema sicurezza, chi può non accettare o migliorare la propria condizione di sicurezza sul lavoro? 

Facendo per la maggior parte del proprio tempo esperienza di quanto sopra descritto, come può il lavoratore o la lavoratrice non lasciarsi plasmare ed esercitare immediatamente fuori dal luogo di lavoro un comportamento ed un atteggiamento democratici? Come si può chiedere di essere cittadino a chi, per la maggior parte del tempo, si abitua ad essere schiavo?

Chiaramente, oltre alle condizioni di cui sopra, occorre tener conto di altri fondamentali aspetti: la proporzione fra il tempo dedicato al lavoro e quello riservato ad altre attività, la capacità di affrancarsi da un lavoro e sceglierne un altro, la possibilità di trovare un’offerta lavorativa più vicina al propria indole o alla propria formazione.

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